"La Lupa il Liscio di Benit"

Era il 1947 in Colorno un paese della bassa parmense, noto per il suo patrimonio artistico, tra cui la Reggia, iniziava proprio da qui il saxofonista/clarinettista Benito Guasti dove abitava, la sua attività d’orchestra, quando andava a suonare nella “città” di Parma diedero, tanto per capirsi, il soprannome di Benit il “Re” del Sax. E questo soprannome gli rimase. La passione per il clarinetto gli era venuta a sei anni, a dieci anni già suonava in qualche festicciola, ma si formò musicalmente nella banda del paese, dove imparò a suonare oltre al il clarinetto il Sax.

E da quel momento iniziò la sua attività professionale nelle file dell’orchestra Parma Folk. Fu lì che incontrò il Maestro Cavazzini, inizialmente autodidatta e poi perfezionandosi poi nella banda dell’Esercito. Lavorando assieme, i due simpatizzarono e negli anni Sessanta, forti della loro amicizia e della reciproca stima, presero il coraggio a quattro mani e formarono un loro complesso musicale che chiamarono “Benit e i Crueli”.

Interpretando alla propria maniera – cioè come cuor comanda – grandi classici quali “La Lupa”, “il Battagliero”, “il Carnevale di Venezia”, si fecero conoscere al grande pubblico finché non decisero di cimentarsi nella composizione di ballabili nei quali l’estro, la fantasia, la passionalità e la musicalità emergono fortemente. Il primo a credere in questa orchestra fu il maestro Pino Asti. Un incontro fortunato quello fra Guasti, Cavazzini e Asti, che portò la Benit al cosiddetto “boom del liscio”, che scoppiò fra il 1968 e i primi anni ’80, videro l’orchestra Benit a navigare per tutta la nazione portando la sua musica e allegria dalle cosiddette “Balere” alle feste di paese riscuotendo sempre più successo.

Già da tempo si parlava di liscio classico e di sax “alla Benit”: un genere, uno stile erano ormai nati. A questo successo hanno contribuito diversi personaggi, BMG-Ricordi (già RCA), che realizzarono il primo successo discografico LA LUPA il liscio di Benit.

Soprattutto vanno ricordati i musicisti/cantanti «storici», tra cui nomi noti del panorama, musicale italiano tra coi Orietta Berti, Gianni Morandi ed altri, musicisti che si sono negli anni avvicendati sono stati importanti nel decretare il successo dell’orchestra.

Nel 1990 Benito Guasti ha abbandonato il palco pur restando direttore artistico della sua orchestra che quindi dirigeva da fuori le quinte. Aveva nel frattempo individuato i personaggi giusti che potessero portare avanti egregiamente questa sua “creatura”.

Oggi l’Orchestra Benit, viene portata avanti sotto la guida di Ronnie Guasti, nipote del fondatore, che  continua a portare la musica in abito italiano mantenendo immutate le raccomandazioni e i suggerimenti del nonno anche nel terzo millennio.